lunedì 9 maggio 2011

Che abbòttabad!

Solo una pallottola. Così si conclude il raid di Abbottabad, un nome un po’ cacofonico che identifica la ormai ex città dell’ormai ex leader di Al Quaeda. E che ricorda la parola “botto”, il suono del colpo inferto. 
Il botto l’ha fatto anche il militare che, mica scemo, ha scattato di nascosto alcune fotografie ai cadaveri e le ha vendute all’agenzia di stampa Reuters. E mentre Barack Obama dichiara che le immagini ufficiali del terrorista morto «sono troppo raccapriccianti per essere diffuse», nel mondo si propaga un’ondata di voyeurismo splatter: milioni di persone sono su Internet, alla spasmodica ricerca non della foto di William e Kate, ma di almeno un pixel, un quadratino di quel sangue. 
Osama morto, 192 milioni di risultati. Neanche il matrimonio del secolo eguaglia tanto splendore, con i suoi miseri venti milioni scarsi. 
Forse Obama farebbe meglio a mostrarle, queste foto, una volta per tutte. La sua popolarità, ai minimi storici, almeno su Internet potrebbe fare il botto.

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