Solo una pallottola. Così si conclude il raid di Abbottabad, un nome un po’ cacofonico che identifica la ormai ex città dell’ormai ex leader di Al Quaeda. E che ricorda la parola “botto”, il suono del colpo inferto.
Il botto l’ha fatto anche il militare che, mica scemo, ha scattato di nascosto alcune fotografie ai cadaveri e le ha vendute all’agenzia di stampa Reuters. E mentre Barack Obama dichiara che le immagini ufficiali del terrorista morto «sono troppo raccapriccianti per essere diffuse», nel mondo si propaga un’ondata di voyeurismo splatter: milioni di persone sono su Internet, alla spasmodica ricerca non della foto di William e Kate, ma di almeno un pixel, un quadratino di quel sangue.
Osama morto, 192 milioni di risultati. Neanche il matrimonio del secolo eguaglia tanto splendore, con i suoi miseri venti milioni scarsi.
Forse Obama farebbe meglio a mostrarle, queste foto, una volta per tutte. La sua popolarità, ai minimi storici, almeno su Internet potrebbe fare il botto.

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