lunedì 9 maggio 2011

Che abbòttabad!

Solo una pallottola. Così si conclude il raid di Abbottabad, un nome un po’ cacofonico che identifica la ormai ex città dell’ormai ex leader di Al Quaeda. E che ricorda la parola “botto”, il suono del colpo inferto. 
Il botto l’ha fatto anche il militare che, mica scemo, ha scattato di nascosto alcune fotografie ai cadaveri e le ha vendute all’agenzia di stampa Reuters. E mentre Barack Obama dichiara che le immagini ufficiali del terrorista morto «sono troppo raccapriccianti per essere diffuse», nel mondo si propaga un’ondata di voyeurismo splatter: milioni di persone sono su Internet, alla spasmodica ricerca non della foto di William e Kate, ma di almeno un pixel, un quadratino di quel sangue. 
Osama morto, 192 milioni di risultati. Neanche il matrimonio del secolo eguaglia tanto splendore, con i suoi miseri venti milioni scarsi. 
Forse Obama farebbe meglio a mostrarle, queste foto, una volta per tutte. La sua popolarità, ai minimi storici, almeno su Internet potrebbe fare il botto.

giovedì 28 aprile 2011

Il conto? Paga Kate!


Altro che Cenerentola povera in canna, salvata dalla miseria e dalla tirchiaggine della suocera grazie all’amore del Principe Azzurro. Le nozze tra William d’Inghilterra e la borghese Catherine Middleton a ben guardare hanno un sapore decisamente più pratico dei matrimoni fiabeschi. Kate, in realtà, è ricca di famiglia, e la favola poggia su uno zoccolo duro di reciproco interesse, non soltanto affettivo. Tanto che il ricevimento lo pagherà lei. Sua maestà ringrazia.

La real nubenda, infatti, provvederà a saldare il conto del pranzo, contrariamente a quanto prevede l’etichetta di corte. «Kate ha tanto insistito», avrebbe precisato il biondo principino a chi faceva notare che sarebbe la prima volta nella storia della Gran Bretagna.



In base alle stime di alcuni tabloid londinesi, il patrimonio della famiglia Middleton sarebbe alquanto consistente. Papà Michael e mamma Carole sono noti alle cronache mondane per aver prodotto una quantità industriale di gadget a tema Royal Wedding con le immagini dei fidanzatini praticamente ovunque: servizi da tè, set sale e pepe, cartoline, poster e perfino biglietti della lotteria tipo “gratta e vinci”. Il ricavato dell’azienda Party Pieces, gestita direttamente da Carole, ha contribuito all’acquisto di immobili per quasi tre milioni di sterline e all’istruzione in costosissime scuole private per i tre pargoli (250.000 sterline per la sola Kate). Perché quindi non approfittare delle usanze popolari secondo cui spetta alla sposa pagare il pranzo e accettare il contributo sicuramente spontaneo e disinteressato della famiglia di lei, visti gli introiti che deriveranno dalla felice unione? 


La futura principessa, dal canto suo, pare da sempre votata al risparmio e alla generosità d’animo fin dalla vendita per beneficenza di quel trasparentissimo vestito con cui avrebbe stregato Will nove anni fa. Ora si sarebbe perfino disegnata personalmente l’abito da sposa – niente fata Turchina quindi. Lui si è subito adeguato, chiedendo espressamente opere di bene e non regali come doni di nozze.

Un atteggiamento naturalmente molto apprezzato dalla regina, che vede in Kate la degna compagna del suo nipotino e nel matrimonio un’ottima occasione per rilanciare in versione moderna, giovane e fresca l’immagine della monarchia britannica nel mondo, e magari nel contempo ridurre le spese di corte. Perché le teste coronate oggi sono soprattutto un business, e la nazione sostiene spese elevatissime per mantenere la Corona. Dalle nozze del secolo, però, si calcola che deriveranno circa 8.000 posti di lavoro e chissà quanti milioni di sterline provenienti dal solo turismo, senza contare indotti e attività correlate quali la produzione di souvenir e stilosi cappellini british. Il sindaco di Londra ha invitato le signore in città domani a indossare copricapi queen mood, per sentirsi tutte invitate a corte. 
La stessa regina Elisabetta, peraltro, da alcuni anni  provvede in parte al proprio sostentamento anche grazie alle visite turistiche di Buckingham Palace (prezzo del biglietto, 31 sterline), mentre non è chiaro a cosa si dedicherà il giovane principe una volta sposato e congedato dall’esercito. Nel caso non gradisse la vita da reale, un posto da dirigente nell’azienda Middleton gli sarà sicuramente garantito. E pensare che, se l’unione dovesse naufragare, secondo il contratto prematrimoniale sarà lui a fare il papà a tempo pieno, mentre a Kate non rimarrebbero che briciole: soltanto 17 milioni di sterline, da reinvestire prontamente nella Party Pieces, of course.